Liceo Statale Scientifico e Classico

«Ettore Majorana»

Desio

Benessere a scuola

Perché il benessere a scuola

Il benessere psico-fisico influenza significativamente il successo scolastico. Scopo della funzione strumentale “Benessere a scuola” è dunque quello di promuovere azioni che favoriscano uno sviluppo della persona nel suo insieme: l’apprendimento infatti coinvolge tutti gli aspetti della personalità ed è possibile solo nel momento in cui lo studente stabilisca rapporti positivi con gli altri e con l’ambiente.

Per questa ragione il liceo “E. Majorana” aderisce alla Rete delle scuole che promuovono salute, nata da un percorso condiviso di ricerca e formazione avviato nel 2012 da circa 80 dirigenti scolastici delle scuole della Lombardia e dai rispettivi referenti delle Aziende Sanitarie Locali. I partecipanti alla rete si impegnano a realizzare, promuovere e sostenere piani di miglioramento continuo, che affrontino in un’ottica di approccio globale quattro aree strategiche: sviluppare le competenze individuali; qualificare l’ambiente sociale; migliorare l’ambiente strutturale e organizzativo; rafforzare la collaborazione comunitaria.

Le attività connesse al benessere a scuola

Il Liceo a questo scopo ha individuato delle aree specifiche di lavoro inerenti il benessere della persona suddivise per fasce di età.

Classi prime: accoglienza e inclusione

  • accoglienza tramite attività motorie che incoraggino il senso di appartenenza al gruppo (uscita didattica in canoa all’Idroscalo a Milano e quella di orienteering e Jungle Raider a Civenna);
  • miglioramento del metodo di studio attraverso il tutoraggio delle classi prime e attività di peer education;
  • educazione alla salute attraverso il corso di rianimazione cardio-polmonare e l’incontro sul tabagismo.

Classi seconde: io e gli altri

  • acquisizione di una competenza informatica che permetta di instaurare un rapporto responsabile con gli altri tramite le nuove tecnologie attraverso l’adesione a due progetti: CyberL@B, con momenti di formazione sul cyberbullismo tenuti da esperti qualificati; Image ME, dedicato al fenomeno del sexting, tramite la modalità della peer education;
  • educazione alla salute attraverso l’incontro sul tabagismo;
  • attività sportiva in ambiente naturale con l’uscita di un giorno in barca a vela sul lago di Como.

Classi terze: cura di sé e del proprio ambiente

  • incontri sulla prevenzione dei tumori e riflessione sui corretti stili di vita attraverso il “Progetto Martina”, in collaborazione con il Lions Club, e attività su alimentazione e risorse del pianeta;
  • uscita didattica di più giorni in barca a vela con esperienza di vita di gruppo in sintonia con la natura, preceduta da lavori di approfondimento sugli aspetti interdisciplinari dell’attività;
  • educazione alla salute attraverso la ripresa del corso di rianimazione cardio-polmonare.

Classi quarte: affettività e volontariato

  • incontri con esperti dell’AVIS per sollecitare il miglioramento del proprio stile di vita e aprire lo sguardo sulle opportunità del volontariato;
  • educazione all’affettività, intesa come educazione alla parità tra i sessi, relazione corretta fra pari, finalizzata anche alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo;
  • azioni concrete di aiuto verso i giovani studenti delle classi prime, nell’ambito della peer education, e coinvolgimento degli alunni nell’organizzazione di eventi scolastici e sportivi;
  • progetto su “I Giusti” in collaborazione con l’associazione di volontariato “Senza confini” di Seveso.

Classi quinte: cittadinanza attiva

  • incontri con esperti dell’AIDO;
  • educazione alla salute attraverso la ripresa del corso di rianimazione cardio-polmonare;
  • prosecuzione del progetto “I Giusti”.

Il progetto Dis-agio

Il progetto DIS-AGIO, nato da gruppi di ricerca legati alle Università degli Studi di Milano-Bicocca, si propone di aiutare l’intera comunità scolastica — dirigenza, docenti, studenti, genitori — a costruire una scuola che sia veramente inclusiva: in coerenza con le indicazioni ministeriali, il gruppo di ricerca, nell’affrontare il disagio scolastico, mira a superare il canonico approccio clinico-diagnostico e punta piuttosto a cogliere l’unità bio-psicologica della singola persona. Si rinuncia così a circoscrivere la risoluzione delle problematiche psicologiche dell’adolescente nella sola certificazione medica per provare invece a costruire una didattica sempre più personalizzata e pertanto efficace.

Al fine di costruire in piena compartecipazione con le scuole aderenti questo diverso modello di apprendimento, il progetto si articola in più fasi:

  • da settembre a dicembre 2015: sensibilizzazione di tutti gli attori della scuola grazie a un ciclo di lezioni/conferenze aperte a tutti;
  • da gennaio ad aprile/maggio 2016: avvio di un piccolo gruppo di lavoro tra clinici-facilitatori e docenti disponibili per lavorare su casi specifici;
  • per un periodo di almeno 6 mesi nel corso dell’anno scolastico: apertura di uno sportello di ascolto per offrire a studenti e docenti un’occasione di confronto individualizzata;
  • tra la fine di maggio 2016 e la chiusura delle attività didattiche: valutazione del percorso.

Al termine dell’iter si considererà se continuare e come bilanciare un ulteriore intervento a favore del Liceo.